domenica 3 maggio 2009
giovedì 2 aprile 2009
Napoli... la camorra sfida, la città risponde (1979)

un film di Alfonso Brescia, con Mario Merola, Antonio Sabato
Ho solo 7 minuti per scrivere questo post
Il film proiettato di recente su Iris Mediaset
l'ho visto a meta' ma è bastata per capire che
Mario Merola ha creato un sottogenere che funziona:
il poliziottesco melodrammatico
Memorabili momenti di tragedia visionaria (vedi la sequenza
del figlio di Merola che assume coattivamente una sostanza
endovenosa non meglio specificata per poi finire all'ospedale
psichiatrico)
Musiche da brivido, specie nella pianificazione della
vendetta ad opera dei commercianti vessati
Gran finale al Cimitero delle Fontanelle
lunedì 22 settembre 2008
L'inquilino del terzo piano (1976)
un film di Roman Polanski
con Isabelle Adjani, Melvyn Douglas, Bernard Fresson, Roman Polanski
questo film mi ha ricordato in qualche modo non so come
la parte più nera del periodo universitario
forse per il senso di paranoia anni settanta
che trasuda dall'immagine sgranata
un gran bel film
se volete un film visionario non visionarista
un superbo chapliniano polanski
diverso da rosemary ma per certi versi affine:
ancora più cupo
ancora più frixiano
con Isabelle Adjani, Melvyn Douglas, Bernard Fresson, Roman Polanski
questo film mi ha ricordato in qualche modo non so come
la parte più nera del periodo universitario
forse per il senso di paranoia anni settanta
che trasuda dall'immagine sgranata
un gran bel film
se volete un film visionario non visionarista
un superbo chapliniano polanski
diverso da rosemary ma per certi versi affine:
ancora più cupo
ancora più frixiano
lunedì 8 settembre 2008
Caro diario (1993)
un film di Nanni Moretti
con Nanni Moretti, Silvia Nono, Renato Carpentieri, Antonio Neiwiller
quando scrissi terzo capitolo dell'attività balneare
ero seduto sulla tazza del cesso
probabilmente alle 6 di mattina
col cervello bevuto
di ritorno da un'inconcludente serata con i cosiddetti amici
e lì che capii per la prima volta
quanto produttivo poteva essere
scrivere durante l'eruzione dei flussi di associazioni di idee
in piscina si allenano i ragazzi della scuola:
vengo colto da una strana voglia di ritorno al fascismo
come antidoto alla noia e al torpore quotidiano
torno a casa e mi sento un figo
con la sigaretta in mano
reduce da un attacco di fame chimica
quietato a colpi di ketchup mortadella e pane in cassetta
mentre sole al limone grassa i piatti nel doppio lavello
ricordo moretti che si sveglia di notte
per sapere se il suo film va bene al botteghino
spesso i miti che ruotano intorno al cinema
ce li immaginiamo diversi da quello che sono in realtà
così io immagino i registi dei film dietro le quinte
come fascisti nella loro rigidità e nella loro scortesia verso il prossimo:
realizzo come tutti i valori che i registi
più morali sbandierano nei loro film
vengano puntalmente sconfessati dalla realtà del loro operare
e penso che moretti (in quanto mio mito idealizzato)
sia uno di questi
ma non ho prove per suffragare l'immagine di un mero pensamento
c'è una cosa che mi ha alquanto artisticamente destabilizzato:
incontrare un conoscente
che dopo aver accompagnato sua figlia a vedere kung fu panda
ha detto
"se fosse per me gli attori morirebbero tutti di fame"
con Nanni Moretti, Silvia Nono, Renato Carpentieri, Antonio Neiwiller
quando scrissi terzo capitolo dell'attività balneare
ero seduto sulla tazza del cesso
probabilmente alle 6 di mattina
col cervello bevuto
di ritorno da un'inconcludente serata con i cosiddetti amici
e lì che capii per la prima volta
quanto produttivo poteva essere
scrivere durante l'eruzione dei flussi di associazioni di idee
in piscina si allenano i ragazzi della scuola:
vengo colto da una strana voglia di ritorno al fascismo
come antidoto alla noia e al torpore quotidiano
torno a casa e mi sento un figo
con la sigaretta in mano
reduce da un attacco di fame chimica
quietato a colpi di ketchup mortadella e pane in cassetta
mentre sole al limone grassa i piatti nel doppio lavello
ricordo moretti che si sveglia di notte
per sapere se il suo film va bene al botteghino
spesso i miti che ruotano intorno al cinema
ce li immaginiamo diversi da quello che sono in realtà
così io immagino i registi dei film dietro le quinte
come fascisti nella loro rigidità e nella loro scortesia verso il prossimo:
realizzo come tutti i valori che i registi
più morali sbandierano nei loro film
vengano puntalmente sconfessati dalla realtà del loro operare
e penso che moretti (in quanto mio mito idealizzato)
sia uno di questi
ma non ho prove per suffragare l'immagine di un mero pensamento
c'è una cosa che mi ha alquanto artisticamente destabilizzato:
incontrare un conoscente
che dopo aver accompagnato sua figlia a vedere kung fu panda
ha detto
"se fosse per me gli attori morirebbero tutti di fame"
mercoledì 3 settembre 2008
Deliverance (1972)
Directed by John Boorman. With Jon Voight, Burt Reynolds, Ned Beatty
Ho ripreso a nuotare con una certa regolarità
Sempre più di frequente mi capita di riflettere sul detto
troppo sport fa male
Per me invece troppo sport ci allontana dall'idea stessa di sport
Nella mia scuola
vent'anni fa
essere sportivo significava non tanto raggiungere un equilibrio fisico e mentale
interiore ed esteriore
ma essere competitivi
ad ogni costo
Mentre l'acqua della piscina scorre fluida tra un dorso e una rana
rifletto sul personaggio interpretato da Burt Reynolds
nel monumentale Deliverance (Un tranquillo week end di paura)
Reynolds è una sorta di superuomo/supersportivo apparentemente integrato con la natura
Solo nel tragico finale Boorman ce lo mostra invece come un essere innaturale
non solo nel suo totale rifiuto delle regole dettate dalla moderna civiltà
ma nell'eccessiva spropositata tensione al superamento di limiti che la natura stessa ci pone
Ho ripreso a nuotare con una certa regolarità
Sempre più di frequente mi capita di riflettere sul detto
troppo sport fa male
Per me invece troppo sport ci allontana dall'idea stessa di sport
Nella mia scuola
vent'anni fa
essere sportivo significava non tanto raggiungere un equilibrio fisico e mentale
interiore ed esteriore
ma essere competitivi
ad ogni costo
Mentre l'acqua della piscina scorre fluida tra un dorso e una rana
rifletto sul personaggio interpretato da Burt Reynolds
nel monumentale Deliverance (Un tranquillo week end di paura)
Reynolds è una sorta di superuomo/supersportivo apparentemente integrato con la natura
Solo nel tragico finale Boorman ce lo mostra invece come un essere innaturale
non solo nel suo totale rifiuto delle regole dettate dalla moderna civiltà
ma nell'eccessiva spropositata tensione al superamento di limiti che la natura stessa ci pone
martedì 22 luglio 2008
Buffalo '66 (1998)
un film di Vincent Gallo
con Ben Gazzara, Christina Ricci, Vincent Gallo, Anjelica Huston
anche all'ombra del letto
il primo sole dell'estate
continua a bruciare
sulla fronte
sulle spalle
sul collo dei piedi coperti di crema
in pineta
a pineto
le formiche c'hanno preso d'assalto
costringendoci al lavagro purificatore dell'adriatico
stasera e ancora stamattina
le dita sanno d'aglio spiaccicato al pane
ad ogni nuova parola ignota
pronunciata dal più comune degli individui
il senso del mio ignorare aumenta progressivamente
e a volte mi sento una mmerda
si parla troppo di tumori ultimamente:
mi raccontano vicende che rafforzano in me
progressive percezioni di inutilità dell'esistenza
e la routine lavorativa è sempre + schiacciante
buffalo 66 è il film giusto per l'occasione
e crea il giusto coinvolgimento
la dovuta empatia tra noi e la vicenda narrata
tra i tanti fattori che pongono questa pellicola decisamente in linea con quello che io reputo cinema di qualità
ce n'è uno che contraddistingue in positivo
buffalo 66:
dopo tanta inutile routinaria violenza
è bello assistere ad una storia che relega soltanto ad una sequenza terminale
(una sorta di grado zero del pulp)
un frammento onirico ipotetico di violenza
all'interno di una sequenza
sbalorditiva per capacità visionaria
magistralmente coadiuvata da un'appropriata sonorizzazione
con Ben Gazzara, Christina Ricci, Vincent Gallo, Anjelica Huston
anche all'ombra del letto
il primo sole dell'estate
continua a bruciare
sulla fronte
sulle spalle
sul collo dei piedi coperti di crema
in pineta
a pineto
le formiche c'hanno preso d'assalto
costringendoci al lavagro purificatore dell'adriatico
stasera e ancora stamattina
le dita sanno d'aglio spiaccicato al pane
ad ogni nuova parola ignota
pronunciata dal più comune degli individui
il senso del mio ignorare aumenta progressivamente
e a volte mi sento una mmerda
si parla troppo di tumori ultimamente:
mi raccontano vicende che rafforzano in me
progressive percezioni di inutilità dell'esistenza
e la routine lavorativa è sempre + schiacciante
buffalo 66 è il film giusto per l'occasione
e crea il giusto coinvolgimento
la dovuta empatia tra noi e la vicenda narrata
tra i tanti fattori che pongono questa pellicola decisamente in linea con quello che io reputo cinema di qualità
ce n'è uno che contraddistingue in positivo
buffalo 66:
dopo tanta inutile routinaria violenza
è bello assistere ad una storia che relega soltanto ad una sequenza terminale
(una sorta di grado zero del pulp)
un frammento onirico ipotetico di violenza
all'interno di una sequenza
sbalorditiva per capacità visionaria
magistralmente coadiuvata da un'appropriata sonorizzazione
venerdì 18 luglio 2008
Rumble Fish aka Rusty il selvaggio (1983)
Regia, Francis Ford Coppola.
Cast: Matt Dillon, Mickey Rourke, Diane Lane.
il pesce color biancorossosporco nella vaschetta trasparente sembrava morto
apro il rubinetto
prendo la vaschetta e la metto sotto l'acqua
il pesce riprende conoscenza
e comincia a spostarsi agilmente nell'acqua
...su e giù....su e siù.....
il pesce muta forma:
adesso è trasparente
e in trasparenza una delle cavità oculari appare tragicamente vuota
sul fondo della vaschetta giacciono un filamento organico ed un occhio
un'immagine orrenda degna dei più suggestivi racconti di poe
un torbido senso di colpa mi assale:
forse il gettito d'acqua è stato troppo energico, penso
il pesce continua a nuotare dirigendosi verso il filamento e
(come il filo che entra nella cruna dell'ago)
riesce con un movimento calibrato a infilare il filamento nella cavità
con un ulteriore pressione del corpo verso il fondo della vaschetta introduce pure l'occhio nella cavità
adesso il pesce ha una forma sottile e lunare
la parete trasparente della vaschetta
riflette come una lente le dimensioni abnormi dell'occhio
che tenta di rimettere in sesto la propria regolare funzionalità
con movimenti sconnessi di un'improbabile palpebra umana
da bambino feci morire un pesce in una sfera di vetro per troppa bontà:
riempii l'acqua di molliche di pane che si depositarono in superficie
sarà questo il nesso eziologico col sogno dell'ultima fresca notte di mezz'estate
o piuttosto una strana sensazione
conseguente all'ennesima visione del film di Coppola stavolta in lingua originale?
l'eleganza delle immagini provoca una forma di godimento
mista ad uno stato di asciutta e inspiegabile perplessità
lo spirito di Rusty James che libra nell'aria
la carrellata di negri cocainomani prostitute giocatori di biliardo
immersi in una catartica danza funky
e l'espressione verissima assorta di Motorcycle Man seduto nella bolgia
la voce incredibilmente delicata di Mickey Rourke e quella incredibilmente rude di Matt Dillon
il bianco e nero stilisticamente funziona alla grande
ma onestamente mi sfugge qualcosa:
dare allo spettatore la prospettiva di Motorcycle Man (il b/n appunto) ha un senso preciso nell'economia narrativa oppure è frutto della mera volontà di omaggiare Welles e l'espressionismo tedesco?
Cast: Matt Dillon, Mickey Rourke, Diane Lane.
il pesce color biancorossosporco nella vaschetta trasparente sembrava morto
apro il rubinetto
prendo la vaschetta e la metto sotto l'acqua
il pesce riprende conoscenza
e comincia a spostarsi agilmente nell'acqua
...su e giù....su e siù.....
il pesce muta forma:
adesso è trasparente
e in trasparenza una delle cavità oculari appare tragicamente vuota
sul fondo della vaschetta giacciono un filamento organico ed un occhio
un'immagine orrenda degna dei più suggestivi racconti di poe
un torbido senso di colpa mi assale:
forse il gettito d'acqua è stato troppo energico, penso
il pesce continua a nuotare dirigendosi verso il filamento e
(come il filo che entra nella cruna dell'ago)
riesce con un movimento calibrato a infilare il filamento nella cavità
con un ulteriore pressione del corpo verso il fondo della vaschetta introduce pure l'occhio nella cavità
adesso il pesce ha una forma sottile e lunare
la parete trasparente della vaschetta
riflette come una lente le dimensioni abnormi dell'occhio
che tenta di rimettere in sesto la propria regolare funzionalità
con movimenti sconnessi di un'improbabile palpebra umana
da bambino feci morire un pesce in una sfera di vetro per troppa bontà:
riempii l'acqua di molliche di pane che si depositarono in superficie
sarà questo il nesso eziologico col sogno dell'ultima fresca notte di mezz'estate
o piuttosto una strana sensazione
conseguente all'ennesima visione del film di Coppola stavolta in lingua originale?
l'eleganza delle immagini provoca una forma di godimento
mista ad uno stato di asciutta e inspiegabile perplessità
lo spirito di Rusty James che libra nell'aria
la carrellata di negri cocainomani prostitute giocatori di biliardo
immersi in una catartica danza funky
e l'espressione verissima assorta di Motorcycle Man seduto nella bolgia
la voce incredibilmente delicata di Mickey Rourke e quella incredibilmente rude di Matt Dillon
il bianco e nero stilisticamente funziona alla grande
ma onestamente mi sfugge qualcosa:
dare allo spettatore la prospettiva di Motorcycle Man (il b/n appunto) ha un senso preciso nell'economia narrativa oppure è frutto della mera volontà di omaggiare Welles e l'espressionismo tedesco?
giovedì 17 luglio 2008
La fabbrica di cioccolato (2005)
un film di Tim Burton
con Johnny Depp, Freddie Highmore, Helena Bonham Carter, David Kelly
con questo film abbiamo un ulteriore conferma
della grandezza espressiva di questo poderoso cineasta contemporaneo
quando l'effetto speciale e la grande produzione
vengono funzionalizzati piegati
all'espressione più genuina ed autentica
di una fantasia priva di ammiccamenti ma densa di feroce e ironica critica sociale
abbiamo un ancestrale esempio di cinema popolare
Da edward a mars attack fino ad arrivare alla fabbrica di cioccolato,
Burton sottolinea con puntuale rigore estetico il valore sociale della diversità e il disagio del vivere questa diversità in un mondo omologato e inquinato
con Johnny Depp, Freddie Highmore, Helena Bonham Carter, David Kelly
con questo film abbiamo un ulteriore conferma
della grandezza espressiva di questo poderoso cineasta contemporaneo
quando l'effetto speciale e la grande produzione
vengono funzionalizzati piegati
all'espressione più genuina ed autentica
di una fantasia priva di ammiccamenti ma densa di feroce e ironica critica sociale
abbiamo un ancestrale esempio di cinema popolare
Da edward a mars attack fino ad arrivare alla fabbrica di cioccolato,
Burton sottolinea con puntuale rigore estetico il valore sociale della diversità e il disagio del vivere questa diversità in un mondo omologato e inquinato
martedì 15 luglio 2008
Accattone (1961)
un film di Pier Paolo Pasolini
con Franco Citti, Franca Pasut, Adriana Asti, Silvana Corsini
le nuove generazioni
che vanno avanti a pane e playstation
sempre + annoiate insoddisfatte globalizzate
dovrebbero per legge essere coartate
alla visione di questo film
seppur con imprecisioni nel montaggio
che spesso accentua evidenti limiti
indotti dall'utilizzazione (voluta, teorizzata) di attori non-professionisti
poche pellicole come questa
riescono a proiettarci nel durissimo dopoguerra dei nostri padri
mostrando come il cinema
per intrattenere
non necessariamente deve costituire
un superamento della realtà
rubare per mangiare
prostituirsi per sopravvivere
rompersi la schiena per poche lire
fomentare una rissa per spartirsi un piatto di pasta in due anzichè in cinque
quella di Accattone
è una figura ambigua misera
e allo stesso tempo superba nel suo spessore umano
altrettanto intensa nella sua purezza
la visione di Stella
una splendida Franca Pasut
per il cui amore Accattone tenterà invano di redimersi:
raramente un corpo cinematografico
è riuscito ad esprimere tanta naturalezza
con Franco Citti, Franca Pasut, Adriana Asti, Silvana Corsini
le nuove generazioni
che vanno avanti a pane e playstation
sempre + annoiate insoddisfatte globalizzate
dovrebbero per legge essere coartate
alla visione di questo film
seppur con imprecisioni nel montaggio
che spesso accentua evidenti limiti
indotti dall'utilizzazione (voluta, teorizzata) di attori non-professionisti
poche pellicole come questa
riescono a proiettarci nel durissimo dopoguerra dei nostri padri
mostrando come il cinema
per intrattenere
non necessariamente deve costituire
un superamento della realtà
rubare per mangiare
prostituirsi per sopravvivere
rompersi la schiena per poche lire
fomentare una rissa per spartirsi un piatto di pasta in due anzichè in cinque
quella di Accattone
è una figura ambigua misera
e allo stesso tempo superba nel suo spessore umano
altrettanto intensa nella sua purezza
la visione di Stella
una splendida Franca Pasut
per il cui amore Accattone tenterà invano di redimersi:
raramente un corpo cinematografico
è riuscito ad esprimere tanta naturalezza
lunedì 14 luglio 2008
Funny Games (1997)
un film di Michael Haneke
con Susanne Lothar, Arno Frisch, Frank Giering, Ulrich Mühe
il film attraverso un'interazione tra noi spettatori e il killer
tenta di stravolgere la tradizionale prospettiva dello slasher movie
il killer si rivolge allo spettatore
gli pone delle domande
lo spettatore deve sentirsi complice e vittima della violenza inferta ai protagonisti
se il film fosse drenato da queste pretese
pedagogiche probabilmente vi parlerei
di un buon film di genere
dal sapore vagamente retro'
con un discreto grado di tensione
un elevato e sconcertante grado di violenza indotta
(non vi dico quali inenarrabili sofferenze vi verrebbe voglia di infliggere ai 2 balordi)
una colonna sonora particolarmente efficace (John Zorn)
e una azzeccata scelta del cast
e invece mi trovo a parlare di un film
che mi lascia addosso una curiosa
inspiegabile incertezza
qualcosa di irrisolto di incoerente
non so dirvi esattamente cosa
con Susanne Lothar, Arno Frisch, Frank Giering, Ulrich Mühe
il film attraverso un'interazione tra noi spettatori e il killer
tenta di stravolgere la tradizionale prospettiva dello slasher movie
il killer si rivolge allo spettatore
gli pone delle domande
lo spettatore deve sentirsi complice e vittima della violenza inferta ai protagonisti
se il film fosse drenato da queste pretese
pedagogiche probabilmente vi parlerei
di un buon film di genere
dal sapore vagamente retro'
con un discreto grado di tensione
un elevato e sconcertante grado di violenza indotta
(non vi dico quali inenarrabili sofferenze vi verrebbe voglia di infliggere ai 2 balordi)
una colonna sonora particolarmente efficace (John Zorn)
e una azzeccata scelta del cast
e invece mi trovo a parlare di un film
che mi lascia addosso una curiosa
inspiegabile incertezza
qualcosa di irrisolto di incoerente
non so dirvi esattamente cosa
mercoledì 9 luglio 2008
Spun (2002)
un film di Jonas Akerlund
con Jason Schwartzman, Mickey Rourke, Brittany Murphy, John Leguizamo
15 minuti
solo 15 minuti bastano per capire
inutili primi piani di corpi in movimento
siamo soltanto in 2:
immediatamente ci chiediamo
quale funzionalità assumano
in una storia di tossici metanfetaminici
3 o 4 angolazioni per farci vedere una serratura che gira?
la volgarità e la stupidità reazionaria
di mtv fanno capolino
in questo vuoto pieno di piatta idiozia
(finalmente la parola volgare ha un senso)
inutilmente disgustoso
preoccupante
il senso del fare cinema si sgretola
come il ghiacciaio Perito Moreno nella patagonia argentina
e c'è ancora chi si domanda
chi abbia ucciso Federica a Lloret De Mar...
con Jason Schwartzman, Mickey Rourke, Brittany Murphy, John Leguizamo
15 minuti
solo 15 minuti bastano per capire
inutili primi piani di corpi in movimento
siamo soltanto in 2:
immediatamente ci chiediamo
quale funzionalità assumano
in una storia di tossici metanfetaminici
3 o 4 angolazioni per farci vedere una serratura che gira?
la volgarità e la stupidità reazionaria
di mtv fanno capolino
in questo vuoto pieno di piatta idiozia
(finalmente la parola volgare ha un senso)
inutilmente disgustoso
preoccupante
il senso del fare cinema si sgretola
come il ghiacciaio Perito Moreno nella patagonia argentina
e c'è ancora chi si domanda
chi abbia ucciso Federica a Lloret De Mar...
lunedì 7 luglio 2008
The Zodiac (2005)
Regia: Alexander Bulkley.
Cast: Justin Chambers, Robin Tunney, Rory Culkin.
da quando ho acquistato un panasonic 37 pollici al plasma
il mio salotto è diventato una sala cinematografica (i puristi mi malediranno..)
questi giorni il caldo è opprimente
il senso di spossatezza avanza
si propaga in ogni parte del corpo
pierpaolo mi consiglia di integrare l'alimentazione col magnesio
dormo 7 ore a notte
poca attività fisica:
dovrei fare come travis in taxi driver
mettere il braccio sulla fiamma del gas
tendere tutti i muscoli del corpo
perchè il sottomento avanza
e l'addome pure
40 ore di lavoro a settimana sotto un gettito costante di aria condizionata e un'escursione termica di almeno 10 gradi
meno male che ci sono le montagne:
così troviamo rifugio nella fresca ombra del bosco
in mezzo alle mucche ummagamma
e agli insetti molesti:
un altro cinema è qui che ci aspetta...nei colori del bosco
nelle orecchie
dr strangeluv dei blonde redhead
burn dont freeze delle sleather kinney
la sera di ritorno a casa
cena con bruschetta aglio olio e pomodoro ciliegino cotta al tostapane
al videonoleggio manca rosemary baby
ripiego su un titolo letto non ricordo dove:
ZODIAC
il doppiaggio è odioso
sa di film per la tv
neppure in lingua originale con sottotitoli il film funziona
tutto scorre con grande insofferenza
sfiancandomi al punto da non avere nemmeno la forza di riconsegnare la copia al videonoleggio
Cast: Justin Chambers, Robin Tunney, Rory Culkin.
da quando ho acquistato un panasonic 37 pollici al plasma
il mio salotto è diventato una sala cinematografica (i puristi mi malediranno..)
questi giorni il caldo è opprimente
il senso di spossatezza avanza
si propaga in ogni parte del corpo
pierpaolo mi consiglia di integrare l'alimentazione col magnesio
dormo 7 ore a notte
poca attività fisica:
dovrei fare come travis in taxi driver
mettere il braccio sulla fiamma del gas
tendere tutti i muscoli del corpo
perchè il sottomento avanza
e l'addome pure
40 ore di lavoro a settimana sotto un gettito costante di aria condizionata e un'escursione termica di almeno 10 gradi
meno male che ci sono le montagne:
così troviamo rifugio nella fresca ombra del bosco
in mezzo alle mucche ummagamma
e agli insetti molesti:
un altro cinema è qui che ci aspetta...nei colori del bosco
nelle orecchie
dr strangeluv dei blonde redhead
burn dont freeze delle sleather kinney
la sera di ritorno a casa
cena con bruschetta aglio olio e pomodoro ciliegino cotta al tostapane
al videonoleggio manca rosemary baby
ripiego su un titolo letto non ricordo dove:
ZODIAC
il doppiaggio è odioso
sa di film per la tv
neppure in lingua originale con sottotitoli il film funziona
tutto scorre con grande insofferenza
sfiancandomi al punto da non avere nemmeno la forza di riconsegnare la copia al videonoleggio
mercoledì 2 luglio 2008
Hitch-Hike (Autostop rosso sangue) (1977)
un film di Pasquale Festa Campanile, con Franco Nero, Corinne Clery, David Hess, John Loffredo, Carlo Puri.
road-movie durissimo
vero pulp ante-litteram
autentica perla in celluloide da riscoprire
un film talmente spietato da non lasciare speranze:
qui non vedrete vittime innocenti ma solo colpevoli
alcool sesso violenza sete di denaro
da apparente pretesto di intrattenimento diventano i motori dell'azione umana
in una visione cinica inquietante dell'esistenza
un film ciclico: la vittima diventa il carnefice e il finale sembra essere un nuovo inizio
micidiale sonorizzazione affidata ad uno psicotico Morricone
ambientato in California ma interamente girato in Abruzzo nei nostri "canyons"
con attori in splendida forma
ecco cosa ci si aspettava da Tarantino nel suo GrindHouse!
road-movie durissimo
vero pulp ante-litteram
autentica perla in celluloide da riscoprire
un film talmente spietato da non lasciare speranze:
qui non vedrete vittime innocenti ma solo colpevoli
alcool sesso violenza sete di denaro
da apparente pretesto di intrattenimento diventano i motori dell'azione umana
in una visione cinica inquietante dell'esistenza
un film ciclico: la vittima diventa il carnefice e il finale sembra essere un nuovo inizio
micidiale sonorizzazione affidata ad uno psicotico Morricone
ambientato in California ma interamente girato in Abruzzo nei nostri "canyons"
con attori in splendida forma
ecco cosa ci si aspettava da Tarantino nel suo GrindHouse!
martedì 1 luglio 2008
Tutti i colori del buio (1972)
un film di Sergio Martino con George Hilton, Edwige Fenech, Marina Malfatti, Ivan Rassimov.
lunedì 23 giugno 2008
Carlito's Way (1993)
un film di Brian De Palma con Sean Penn, Al Pacino, Penelope Ann Miller, Viggo Mortensen
la struggente rappresentazione
dell'ineluttabilità del destino
impossibile annullare sopprimere un istintivo moto di commozione
impossibile non sentirsi direttamente coinvolti nell'agonia di Charlie
quel tramonto da cartolina che improvvisamente si anima (escape to paradise) è l'immagine più emblematica della distanza tra l'uomo e i suoi sogni
capace di perforarti il cuore
stamparsi nel cervello
e farti sentire tutto il peso della fragilità della precarietà della condizione umana
la struggente rappresentazione
dell'ineluttabilità del destino
impossibile annullare sopprimere un istintivo moto di commozione
impossibile non sentirsi direttamente coinvolti nell'agonia di Charlie
quel tramonto da cartolina che improvvisamente si anima (escape to paradise) è l'immagine più emblematica della distanza tra l'uomo e i suoi sogni
capace di perforarti il cuore
stamparsi nel cervello
e farti sentire tutto il peso della fragilità della precarietà della condizione umana
venerdì 20 giugno 2008
Little Miss Sunshine (2006)

un film di Jonathan Dayton, Valerie Faris con Greg Kinnear, Toni Collette, Steve Carell, Paul Dano
nella scena chiave del ballo oltraggioso, il film sa di 'americanata al contrario' o se volete di 'retorica alternativa'
il resto però funziona benissimo
Little Miss Sunshine avrebbe potuto tranquillamente intitolarsi We are the losers:
la vita dei suoi personaggi si alimenta costantemente dell'ansia di vittoria tipicamente americana
nelle parole del fratello dell'aspirante piccola miss California, la nostra vita è piena di concorsi 'di bellezza'
il tutto viene sapientemente condito con trovate ad effetto: il furgoncino giallo 'a spinta', il nonno che sniffa eroina, il gay esperto di Proust
un prodotto dignitoso e spassoso
giovedì 19 giugno 2008
Babel (2006)
un film di Alejandro Gonzalez Inarritu con Brad Pitt, Cate Blanchett, Gael García Bernal, Kôji Yakusho.
Tutto l'impianto narrativo di Babel ruota intorno ad un unico evento: un colpo di fucile
4 storie apparentemente indipendenti legate da un gesto folle sconsiderato infantile
4 distinte locations: Stati Uniti, Messico, Marocco e Giappone
Interessante anche visivamente la contrapposizione tra modernità e tradizione
Tutto l'impianto narrativo di Babel ruota intorno ad un unico evento: un colpo di fucile
4 storie apparentemente indipendenti legate da un gesto folle sconsiderato infantile
4 distinte locations: Stati Uniti, Messico, Marocco e Giappone
Interessante anche visivamente la contrapposizione tra modernità e tradizione
Le capacità del regista sono indiscutibili soprattutto l'invenzione di un Brad Pitt incredibilmente credibile in un ruolo drammatico
Piano sequenza finale da brivido
Piano sequenza finale da brivido
lunedì 31 marzo 2008
La ragazza del lago

Anno: 2006
Regia: Andrea Molaioli
Cast: Toni Servillo, Nello Mascia, Marco Baliani, Giulia Michelini
Un film certo elegante e sobrio nello stile che tuttavia ho vissuto con attenzione mista a distacco, complice probabilmente la presenza di un attore che personalmente trovo insostenibile: Toni Servillo.
Forse lo potrei collocare nella mia playlist degli attori più antipatici dell'ultimo decennio.
2 cose negative che accomunano questo film e Le conseguenze dell'amore di Sorrentino:
a) Toni Servillo, appunto;
b) la cifra stilistica: troppo attenta alla forma, con inquadrature troppo costruite e soluzioni pur interessanti sotto l'aspetto fotografico, che tuttavia impediscono di stabilire una compartecipazione piena dello spettatore nella vicenda.
Il resto, tuttavia, lascia ben sperare nelle future prove dell'autore.
Il resto, tuttavia, lascia ben sperare nelle future prove dell'autore.
martedì 18 marzo 2008
Detto Mariano
La vita è strana. Ci sono personaggi che diventano famosi per una canzone e ci sono veri e propri artisti della canzone popolare, il cui nome resta per lo più sconosciuto alla massa, pur avendo al loro attivo una produzione enciclopedica di canzoni che rimarranno serbate in eterno nel nostro immaginario.
Su questo link http://www.dettomariano.it/composizioni.htm vengono riportati nel dettaglio film e sigle tv composte dal grande immenso Detto Mariano.
RATATAPLAN 1979 Regia: Maurizio Nichetti (Premio Qualità)
DELITTO AL RISTORANTE CINESE 1981 Regia: Bruno Corbucci
LA CASA STREGATA 1982 Regia: Bruno Corbucci
SABATO, DOMENICA E VENERDI’ 1979 Regia: Castellano e Pipolo / S. Martino / P.F.Campanile
IL BISBETICO DOMATO 1980 Regia: Castellano e Pipolo
MIA MOGLIE E' UNA STREGA 1980 Regia: Castellano e Pipolo
ASSO 1981 Regia: Castellano e Pipolo
AL BAR DELLO SPORT 1983 Regia: Francesco Massaro
CORNETTI ALLA CREMA 1981 Regia: Sergio Martino
SPAGHETTI A MEZZANOTTE 1981 Regia: Sergio Martino
ACAPULCO, PRIMA SPIAGGIA... A SINISTRA 1983 Regia: Sergio Martino
AMORE TOSSICO 1983 Regia: Claudio Caligari
DRIVE IN 1983 Regia.Giancarlo Nicotra Canale5 20 punt.
GUNDAM (1979)
JUDO BOY (1979)
I ADORE YOU (1981) per il film "La Casa Stregata"
BEATO TE CONTADINO (1985) per i titoli di testa del film "Il Ragazzo di Campagna"
LA PIGIATURA (1980) per il film "Il Bisbetico Domato"
Su questo link http://www.dettomariano.it/composizioni.htm vengono riportati nel dettaglio film e sigle tv composte dal grande immenso Detto Mariano.
RATATAPLAN 1979 Regia: Maurizio Nichetti (Premio Qualità)
DELITTO AL RISTORANTE CINESE 1981 Regia: Bruno Corbucci
LA CASA STREGATA 1982 Regia: Bruno Corbucci
SABATO, DOMENICA E VENERDI’ 1979 Regia: Castellano e Pipolo / S. Martino / P.F.Campanile
IL BISBETICO DOMATO 1980 Regia: Castellano e Pipolo
MIA MOGLIE E' UNA STREGA 1980 Regia: Castellano e Pipolo
ASSO 1981 Regia: Castellano e Pipolo
AL BAR DELLO SPORT 1983 Regia: Francesco Massaro
CORNETTI ALLA CREMA 1981 Regia: Sergio Martino
SPAGHETTI A MEZZANOTTE 1981 Regia: Sergio Martino
ACAPULCO, PRIMA SPIAGGIA... A SINISTRA 1983 Regia: Sergio Martino
AMORE TOSSICO 1983 Regia: Claudio Caligari
DRIVE IN 1983 Regia.Giancarlo Nicotra Canale5 20 punt.
GUNDAM (1979)
JUDO BOY (1979)
I ADORE YOU (1981) per il film "La Casa Stregata"
BEATO TE CONTADINO (1985) per i titoli di testa del film "Il Ragazzo di Campagna"
LA PIGIATURA (1980) per il film "Il Bisbetico Domato"
mercoledì 12 marzo 2008
Blue Velvet
USA 1986
Durata: 120'
Regia: David Lynch
Cast: Kyle MacLachlan, Isabella Rossellini, Dennis Hopper, Laura Dern.
I'll be happy in my dreams
Only in dreams
in beautiful dreams.
Velluto Blu è una delle più splendide rappresentazioni del tema dei sogni infranti.
Preso da ogni sua angolazione contiene a mio modo di vedere questa chiave interpretativa.
Il pettirosso non è più un messaggero di pace, come nel sogno di Sandy, ma un naturale divoratore d'insetti.
Il banale e superficiale mondo americano dipinto alla stregua di una situation-comedy diventa un mondo di estrema assurda ma soprattutto complice violenza e ingiustizia: il "buon" Jeffrey che schiaffeggia Dorothy (che a sua volta gode masochisticamente) è la rappresentazione del male che è parte integrante dell'uomo. Il bravo ragazzo americano è un voyeur che si introduce clandestinamente nell'abitazione di Dorothy. Nel male convivono il tradimento e il godimento. Jeffrey col pretesto di giocare a fare l'investigatore, in realtà si lascia trascinare dal fascino perverso di Dorothy, illudendo così Sandy: quest'ultima a sua volta tradisce il suo ex con Jeffrey. Lynch costruisce una catena di tradimenti che porta al male assoluto quello di Frank, dove non c'è spazio per freni e inibizioni di alcun genere.
Allo stesso modo, in chiusura, lo sguardo di Dorothy che, riabbraccia finalmente il figlio ormai libera dalla schiavitù di Frank, passa gradualmente dalla gioia ad un'inspiegabile angoscia.
Durata: 120'
Regia: David Lynch
Cast: Kyle MacLachlan, Isabella Rossellini, Dennis Hopper, Laura Dern.
I'll be happy in my dreams
Only in dreams
in beautiful dreams.
Velluto Blu è una delle più splendide rappresentazioni del tema dei sogni infranti.
Preso da ogni sua angolazione contiene a mio modo di vedere questa chiave interpretativa.
Il pettirosso non è più un messaggero di pace, come nel sogno di Sandy, ma un naturale divoratore d'insetti.
Il banale e superficiale mondo americano dipinto alla stregua di una situation-comedy diventa un mondo di estrema assurda ma soprattutto complice violenza e ingiustizia: il "buon" Jeffrey che schiaffeggia Dorothy (che a sua volta gode masochisticamente) è la rappresentazione del male che è parte integrante dell'uomo. Il bravo ragazzo americano è un voyeur che si introduce clandestinamente nell'abitazione di Dorothy. Nel male convivono il tradimento e il godimento. Jeffrey col pretesto di giocare a fare l'investigatore, in realtà si lascia trascinare dal fascino perverso di Dorothy, illudendo così Sandy: quest'ultima a sua volta tradisce il suo ex con Jeffrey. Lynch costruisce una catena di tradimenti che porta al male assoluto quello di Frank, dove non c'è spazio per freni e inibizioni di alcun genere.
Allo stesso modo, in chiusura, lo sguardo di Dorothy che, riabbraccia finalmente il figlio ormai libera dalla schiavitù di Frank, passa gradualmente dalla gioia ad un'inspiegabile angoscia.
Quando Sandy piange dinanzi ad una Dorothy sconvolta che rivela il suo amore per Jeffrey, frixo ride impulsivamente e allo stesso modo quando Frank massacra Jeffrey e la prostituta balla sul tetto della macchina.
L'uomo è una creatura così fragile da avere un'irreprimibile esigenza di vivere nel sogno e questo trovo sia in fondo il senso stesso del fare cinema.
Fondamentale.
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